International Law and Politics of the Arctic Ocean. Essays in Honor of Donat Pharand

edito da Suzanne Lalonde (Université de Montréal) e Ted L. McDorman (University of Victoria)

Il volume include i seguenti contributi:

I. INTRODUCTION

Donat Pharand: The Arctic Scholar Suzanne Lalonde and Ronald St. J. Macdonald

II. ARCTIC OCEAN REGIONAL GOVERNANCE

The Arctic Region Council Revisited – Inspiring Future Development of the Arctic Council (Kristin Bartenstein)

Lessons Learned and Lost from Pharand’s Arctic Regional Council Treaty Proposal
(Andrea Charron)

Pharand’s Arctic Treaty: Would an Antarctic Treaty-style Model Work in the Arctic?
(Julia Jabour)

III. ARCTIC SHIPPING AND NAVIGATION

Article 234 of the United Nations Convention on the Law of the Sea: Its Origins and Its Future (Armand de Mestral)

A Note on Making the Polar Code Mandatory (J. Ashley Roach)

A Note on the Potential Conflicting Treaty Rights and Obligations between the IMO’s Polar Code and Article 234 of the Law of the Sea Convention (Ted L. McDorman)

The United States and Arctic Straits: The Northwest Passage and the Bering Strait
(Donald R. Rothwell)

Analysis of Maritime Transit Trends in the Arctic Passages (Frédéric Lasserre and Olga Alexeeva)

IV. BILATERAL RELATIONS

Canada’s Arctic Waters: Comments on Circumnavigating the Legal Dispute (Bernard H. Oxman)

Understanding the Canada-United States Arctic Relationship (Elizabeth B. Elliot-Meisel)

The Dog in the Manger – and Letting Sleeping Dogs Lie: The United States, Canada and the Sector Principle, 1924–1955 (P. Whitney Lackenbauer and Peter Kikkert)

Canada – Russia Relations in the Arctic – Conflictual Rhetoric, Cooperative Realities (Jonathan R. Edge and David L. VanderZwaag)

V. SPECIFIC ARCTIC LEGAL ISSUES

Does Recent Practice of the Russian Federation Point to an Arctic Sunset for the Sector Principle? (Alex G. Oude Elferink)

Uncovered and Unstable Coasts: Climate Change and Territorial Sea Baselines in the Arctic (Clive Schofield and Blanche Sas)

Delineation of the Outer Limits of Canada’s Arctic Ocean Continental Shelf and Its Delimitation with Neighboring States: Does It Matter Which Comes First? (Andrew Serdy)

A Note on Arctic Information Platforms and International Law (Betsy Baker)

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The South China Sea Disputes And Law Of The Sea

edito da S. Jayakumar (Professor, Chairman, International Advisory Panel, Centre for International Law), Tommy Koh (Professor, Chairman, Governing Board, Centre for International Law) e Robert Beckman (Associate Professor, Director, Centre for International Law, National University of Singapore).

Il volume include i contributi seguenti:

1. Offshore Features Subject to Claims of Sovereignty (Bernard H Oxman)

2. Defining the ‘Boundary’ between Land and Sea: Territorial Sea Baselines in the South China Sea (Clive Schofield)

3. Maritime Zones from Islands and Rocks (Clive R Symmons)

4. Maritime Delimitation and Offshore Features (Tullio Treves)

5. Rights and Jurisdiction over Resources in the South China Sea: UNCLOS and the ‘Nine-Dash Line’ (Ted L McDorman)

6. Do the Coastal States in the South China Sea Have a Continental Shelf Beyond 200 Nautical Miles? (Alex Oude Elferink)

7. Rights and Obligations in Areas of Overlapping Maritime Claims (David Anderson and Youri van Logchem)

8. UNCLOS Part XV and the South China Sea (Robert Beckman)

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Nuova controversia di delimitazione marittima fra Somalia e Kenya

La Somalia ha presentato un ricorso contro il Kenya dinanzi la Corte internazionale di Giustizia, chiedendo a quest’ultima di tracciare a frontiera marittima fra i due Stati nell’Oceano Indiano. Nel ricorso la Somalia ha chiesto alla Corte di delimitare, in conformità al diritto internazionale, gli spazi marittimi fra i due Stati, compresa la piattaforma continentale oltre le 200 miglia marine. Per quanto riguarda la delimitazione del mare territoriale, della zona economica esclusiva e della piattaforma continentale, la Somalia si richiama in particolare agli articoli 15, 74 e 83 della Convenzione sul diritto del mare.

Sia la Somalia che il Kenya hanno depositato una dichiarazione di accettazione della giurisdizione obbligatoria della Corte e hanno ratificato la Convenzione sul diritto del mare. Per fond are la competenza della Corte, la Somalia si è di conseguenza richiamata all’art. 36, par. 2 dell Statuto della Corte (“The states parties to the present Statute may at any time declare that they recognize as compulsory ipso facto and without special agreement, in relation to any other state accepting the same obligation, the jurisdiction of the Court in all legal disputes concerning: a. the interpretation of a treaty; b. any question of international law; c. the existence of any fact which, if established, would constitute a breach of an international obligation; d. the nature or extent of the reparation to be made for the breach of an international obligation“) e all’art. 282 della Convenzione di Montego Bay (“If the States Parties which are parties to a dispute concerning the interpretation or application of this Convention have agreed, through a general, regional or bilateral agreement or otherwise, that such dispute shall, at the request of any party to the dispute, be submitted to a procedure that entails a binding decision, that procedure shall apply in lieu of the procedures provided for in this Part, unless the parties to the dispute otherwise agree“).

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Considerazioni sul Mar Nero

La rivista AffarInternazionali ha pubblicato un interessante articolo relativo allo status del Mar Nero, anche alla luce della recente crisi fra la Russia e l’Ucraina: da leggere qui.

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Terminata la controversia tra l’Unione europea e le Isole Faroe in relazione agli stock di sgombro e di aringhe

Dal 20 agosto scorso è di nuovo possibile importare nell’Unione europea aringhe pescate nell’Oceano Atlantico nord-orientale sotto il controllo delle Isole Faroe, dopo che queste ultime hanno accettato di rispettare, per il 2014, un limite di cattura annuale pari a 40.000 tonnellate. Questo limite è sensibilmente inferiore a quello applicato nel 2013 e non dovrebbe minacciare la conservazione dello stock.

La Commissione europea ha dunque revocato le misure commerciali restrittive adottate nell’agosto 2013, dopo che le Isole Faroe avevano deciso, in via unilaterale, di innalzare il limite di cattura delle aringhe, analogamente a quanto già avvenuto in relazione agli stock di sgombro nel 2010. Le misure imponevano un divieto di importare nel suolo europeo aringhe e sgombri pescati sotto il controllo delle isole Faroe, oltre che un divieto di approdo nei porti europei rivolto alle imbarcazioni coinvolte in attività di pesca o di trasbordo di queste specie. 

In reazione a tali misure, le Isole Faroe avviavano dei procedimenti contro l’UE, ai fini della risoluzione della controversia, dinanzi l’Organizzazione Mondiale del Commercio e un tribunale arbitrale istituito ai sensi dell’Allegato VII alla Convenzione di Montego Bay. (Per un contributo sul primo procedimento ved. qui) Alla fine del 2013, le Isole Faroe accettavano tuttavia di partecipare ad un accordo fra gli Stati costieri interessati alla gestione sostenibile degli stock di sgombro, finalizzato a garantire, in particolare, il reciproco accesso delle proprie imbarcazioni alle zone di pesca degli altri Stati. Un accordo analogo dovrebbe essere raggiunto nel prossimo futuro anche per quanto riguarda gli stock di aringhe.

L’accordo politico raggiunto e la revoca delle misure commerciali restrittive imposte l’anno scorso ha consentito all’Unione europea e alle Isole Faroe di annunciare la chiusura di entrambi i procedimenti richiamati.

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Nuovo ASIL Insight

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Bolivia c. Cile: fissazione del termine per replicare all’eccezione di incompetenza della Corte

Con ordinanza del 16 luglio 2014 la Corte internazionale di Giustizia ha diporto che la Bolivia avrà tempo fino al 14 novembre prossimo per presentare una memoria scritta in risposta all’eccezione preliminare di incompetenza sollevata dal Cile nel caso relativo all’ “Obbligo di negoziare un accesso all’Oceano Pacifico”.

La controversia, portata all’attenzione della Corte mediante ricorso della Bolivia del 24 aprile 2013, riguarda l’esistenza di un obbligo, in capo al Cile, di negoziare in buona fede e in maniere effettiva con la Bolivia al fine di pervenire ad un accordo che consenta alla Bolivia un accesso sovrano all’Oceano Pacifico.

Come fondamento della competenza della Corte, la Bolivia invoca l’articolo XXXI del Patto di Bogotà del 1948, ratificato da entrambi gli Stati, che conferisce competenza alla Corte internazionale di Giustizia in merito alle controversie relative all’interpretazione di un trattato, a questioni di diritto internazionale, all’accertamento di fatti costitutivi di una violazione di obblighi internazionali nonché alla natura e alla portata dell’obbligo di indennizzo in caso di violazione di un obbligo internazionale.

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